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Quarta settimana per il discount più famoso d’Italia. Tra i momenti salienti citiamo la lunga intervista ad Arrigo Sacchi, ex tecnico del famoso Milan di Van Basten e Gullit e della Nazionale italiana vice-campione del mondo nel ’94, il quale ha parlato prevalentemente degli imminenti campionati mondiali di calcio e soffermandosi sulle reali capacità della nazionale italiana che a sua detta non potrebbe arrivare, sperando noi tutti si sbagli, oltre i quarti di finali.

Cambiando totalmente argomento, è stato poi ospitato il quartetto musicale Salut Salon, composto da quattro musiciste tedesche, tra le quali una pianista, una violoncellista e due violinista. La peculiarità di questo gruppo risiede nelle modalità, piuttosto poco ortodosse, di esecuzione dei brani proposti, che si estendono dal genere classico fino al country. Il risultato è un maggiore coinvolgimento del pubblico grazie alla grande personalità ed espressività delle quattro suonatrici.

Dal prodotto musicale il Chiambretti Supermarket è passato alla promozione di quello culinario, tramite l’intervista dello chef Rubio, divenuto famoso per il programma Unti e Bisunti, trasmesso dall’emittente D-max. In esso lo chef dalla forte cadenza romana va in giro per tutta Italia alla ricerca del piatto di street food, ossia il cibo da strada, dal sapore e dalla gustosità più intriganti e vivaci.

Altro momento molto intenso, anche se non molto dialogato a dire il vero, è stato quello dell’intervista con Fanny Ardant, attrice famosa che ha collaborato anche con Vittorio Gassman nel film del 1983 Benvenuta. L’artista ha anche parlato di personaggi celebri del cinema come Gerard Depardieu, François Truffaut e Woody Allen.

Infine è stato dedicato un approfondimento sulla serie tv Furore – Il vento della speranza, attualmente trasmessa su Canale 5. A parlarne sono stati i due attori protagonisti della fiction, ossia Francesco Testi e Massimiliano Morra i quali si sono anche espressi, in relazione al tema dello sceneggiato, sulla questione del razzismo verso gli emigranti meridionali nel periodo del dopoguerra.
Come sempre da contorno ha funto la scenografia dello studio insieme al personale dipendente, al pubblico selezionato e al temibile quanto virile Cristiano Malgioglio.

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