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Peter Pan è il photobomber al pigiama party di Wendy. Ariel è una delle tante ragazze che hanno affollato le nostre bacheche facebook per tutta l’estate con foto in bikini. Alice si fa i selfie con il Cappellaio Matto e Ercules è uno di quei ragazzi che crede ancora di far colpo mettendo foto senza maglietta davanti allo specchio. Sono le Favole 2.0.
A immaginarle è stata la disegnatrice Simona Bonafini che nella sua collezione “Selfie Fables” ha disegnato i protagonisti delle favole Disney mentre scattano e pubblicano foto sul loro profilo Instagram, con tanto di commenti degli altri personaggi.

Il risultato è divertente e originalissimo, ma fa anche riflettere: cosa sarebbe successo se Ariel fosse rimasta sott’acqua a farsi foto? E se Ercules preso dai suoi allenamenti non avesse smesso di guardarsi allo specchio? Probabilmente non ci sarebbe mai stata la storia, Wendy non seguirebbe Peter Pan perchè non esiste il telefono “nell’isola che non c’è” e Alice non uscirebbe dal paese delle Meraviglie e non crescerebbe mai.

Se volessimo dare una morale a queste favole 2.0 forse sarebbe proprio questa: i personaggi delle fiabe avevano il suo carattere, la sua personalità, ma non si esaurivano in se stessi. Per ricordarci che l'”io” è una parte della storia ma non è tutto, c’è il sentiero nel bosco, ci sono le prove da superare, c’è la difficoltà, il pericolo, la felicità. E sono tutte davanti a noi. Purtroppo troppo spesso la fotocamera interna lascia vedere solo ciò che c’è dietro, e la rete da sfera per guardare il mondo fuori, diventa uno specchio incantato per vedersi migliori.

Questi disegni fanno pensare anche a questo e insegnano a rompere l’incantesimo, a farci uscire da questa ossessione collettiva per la propria immagine. Ci ricordano che credere in se stessi è credere in qualcuno, non è credere in qualcosa.

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