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erba legale legge divieto rischi fumare

Il Consiglio Superiore della Sanità ha suggerito di vietare la vendita di Cannabis legale, la sostanza, secondo il consiglio potrebbe infatti essere pericolosa.

I quesiti posti sono, se i prodotti siano da considerarsi pericolosi per la vita umana, e se possano di conseguenza essere messi in commercio, nel caso a quali condizioni.

Sicuramente negli ultimi mesi, avete visto sbucare come funghi una serie di negozi dedicati alla vendita di cannabis legale, un prodotto che contiene livelli bassissimi di principi attivi e che, di conseguenza risulta quasi totalmente innocuo a livello di effetti, qualcosa da considerare inferiore a una birra, e estremamente inferiore a un bicchiere di vino.

A quanto pare però qualcuno non è convinto di questa “legalizzazione” per cavilli ed è così che il Consiglio afferma di ritenere «che la pericolosità dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, in cui viene indicata in etichetta la presenza di ‘cannabis’ o ‘cannabis light’ o ‘cannabis leggera’, non può essere esclusa». «La biodisponibilità di Thc anche a basse concentrazioni non è trascurabile, sulla base dei dati di letteratura; per le caratteristiche farmacocinetiche e chimico-fisiche, Thc e altri principi attivi inalati o assunti con le infiorescenze di cannabis sativa possono penetrare e accumularsi in alcuni tessuti, tra cui cervello e grasso, ben oltre le concentrazioni plasmatiche misurabili; tale consumo avviene al di fuori di ogni possibilità di monitoraggio e controllo della quantità effettivamente assunta e quindi degli effetti psicotropi che questa possa produrre, sia a breve che a lungo termine».

Il Css prosegue spiegando come: “non appare in particolare che sia stato valutato il rischio al consumo di tali prodotti in relazione a specifiche condizioni, quali ad esempio età, presenza di patologie concomitanti, stati di gravidanza/allattamento, interazioni con farmaci, effetti sullo stato di attenzione, così da evitare che l’assunzione inconsapevolmente percepita come ‘sicura’ e ‘priva di effetti collaterali’ si traduca in un danno per se stessi o per altri (feto, neonato, guida in stato di alterazione)».

Ecco che al governo viene lanciata una patata bollente che potrebbe, non solo intaccare il processo di legalizzazione che si sta vivendo lentamente nel mondo, ma anche andare a colpire migliaia di imprenditori che hanno aperto i negozi di Cannabis legale a seguito delle nuove norme e che potrebbero trovarsi in seri guai finanziari di fronte a un eventuale divieto.

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