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Il 30 settembre di 64 anni fa a Roma, in via Ripetta, nacque il grande artista che tutti conosciamo come Renato Zero.
In occasione del suo compleanno Stefania Tiradossi, una veterana “sorcina” D.O.C., vuole ripercorrere con noi la straordinaria carriera di Zero concedendoci una breve intervista.

1. Come è nata la carriera di Renato?
Il Maestro iniziò al Piper a soli 16 anni. Soffrì molto quando, per motivi di famiglia, dovette trasferirsi a Tor Bella Monaca, era lontano da tutti. Iniziò quel periodo a mascherarsi, a cucirsi da solo gli abiti particolari che gli vediamo addosso anche oggi. Prima poteva indossarli solo una volta uscito: la madre si vergognava del suo modo di acconciarsi, così metteva gli abiti in una bustina di plastica e si cambiava in giro. Fece un pò di gavetta e alla maggiore età si accasò a Piazza Navona a bordo di un camioncino, dove teneva tutti i suoi vestiti. Mise lì un telefono a gettoni per farsi contattare, ma quando rispondeva invece di parlare metteva la canzone Madame. Quel periodo non era ancora nessuno, ma iniziava a farsi conoscere. Dopo qualche mese fece le prime apparizioni alle Rai.

2. Quando sei diventata una Sorcina?
Poco dopo i suoi inizi, precisamente nel 1972. Lo vidi la prima volta bellissimo, riccio e con un trucco molto accentuato, le scarpe alte ed una tutina nera. Andava spesso a bere dei cocktail nel locale di Piazza Navona in cui mio marito Sergio faceva il barman. A mio marito ripeteva spesso «Il mio nome è Renato Fiacchini. Un giorno mi chiamerò Renato Zero, visto che sto partendo dal nulla, e farò fortuna». E così è stato. Dopo pochi mesi lo vedemmo spesso cantare in tv.

3. In cosa consistevano le feste organizzate dai Sorcini? Lui ne è a conoscenza?
Partivamo con dei pullman in diverse parti d’Italia in compagnia dei Sorcini provenienti da Nord, centro e Sud, senza distinzioni. Spesso, a Roma, queste feste sono state organizzate anche da me e mio marito.
Le feste per Renato si fanno tuttora, ma di certo non come le facevamo noi. Affittavamo interi ristoranti dove passare la giornata, circondati da striscioni di Renato Zero. Una volta finita la festa, si portava il CD con i filmati raccolti durante la festa e si regalava a Renato.

4. Quindi l’hai conosciuto? Che tipo è con i fan?
Il CD glielo consegnò il portiere ma sì, ho avuto la fortuna di incontrarlo più volte. La prima diversi anni fa in cui ci presentammo, poi due anni fa circa ho avuto l’onore di offrirgli anche da bere. Con i fan è molto socievole, si ferma sempre per un saluto ma odia essere fotografato.

5. Vuoi fargli un augurio particolare in questo giorno?
Voglio solo ricordargli che ogni suo testo per me, come per tanti altri, è poesia. Renato è per me maestro (non a caso), amico e amante. Le sue canzoni mi sono sempre state vicine nel bene e mi hanno aiutata nel male. Neanche immagina i brividi che sa dare. Buon compleanno Poeta.

Renato Zero e i Sorcini: ''buon compleanno poeta'' (INTERVISTA)

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