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Tra le tante polemiche di questo Lucca Comics and Games, festival internazionale dedicato al fumetto che si è appena concluso, c’è quella dei lavoratori, ex dipendenti che hanno fondato il movimento Lucca Crepa.

Secondo i portavoce del movimento, l’evento, che muove centinaia di migliaia di persone portando un fatturato enorme, paga in modo ingiusto i suoi dipendenti, sfruttandoli oltre il possibile come stipendi da fame.

“Non si può essere pagati 4,60 e 3,40 euro netti all’ora, come succede ai felpati e ai vigilanti notturni, perché non è una paga dignitosa“, parla così Marco Pisani, di Lucca Crepa.

“Abbiamo costituito questo movimento per denunciare le condizioni di lavoro all’interno di questa manifestazione, una situazione che non è specifica del Lucca Comics e si ritrova in tantissimi eventi“.

“Dal 2017 è entrato in vigore il contratto nazionale della vigilanza quindi la retribuzione è calata dai 6,50 a i 4,60 euro l’ora“, parla così un ex dipendente sulle pagine del Fatto Quotidiano.

“Si tratta di lavoratori di società che ci forniscono servizi a vario titolo, come portierato, stewarding, secondo varie discipline, per cui possiamo solo fare delle gare di appalto in cui indicare le forme generiche di servizio”, Queste sono invece le parole di Emanuele Vietina, direttore generale Lucca Crea, la società incaricata di organizzare il Lucca Comics & Games.

“Da parte nostra c’è sempre stato il massimo impegno per riconoscere a tutti il lavoro anche in contesti dove viene applicato il lavoro volontario. Ovviamente non siamo assolutamente soddisfatti della paga che in questi due anni è stata erogata ai ragazzi, il prossimo anno affronteremo un percorso nuovo di assegnazione, stando nelle regole sia dei codici degli appalti e sia dei principali contratti signatari”.

Una situazione che potrebbe sbloccarsi dopo le grandi polemiche che sono arrivate anche ai giornali nazionali.

Per un evento che muove 500mila e più persone, sembra davvero il minimo.

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