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bullismo scuola

Uno dei temi più caldi e preoccupanti degli ultimi mesi, è stato quello del bullismo. Tra episodi di violenza e minacce che hanno visto protagonisti i professori (vittime di studenti criminali), pestaggi di coetanei, minacce e umiliazioni, quella del bullismo è una vera e propria piaga che affligge la nostra società e che si manifesta in modo più forte negli ambienti scolastici e in quel periodo di età estremamente delicato che è l’adolescenza.

Il bullismo ha conquistato poi una potenza mediatica attraverso social e condivisione, all’interno dei quei vengono spesso messe in mostra le violenze e i soprusi perpetrati.

Ecco che una startup milanese, HiByte, sembra però aver deciso di trovare una soluzione smart per combattere questa problematica, mai troppo sentita.

L’idea è quella di dar vita a un social vero e proprio con l’utilizzo di un app geolocalizzata. Il social ha come scopo quello di favorire il contatto tra persone che si trovano nello stesso ambiente. Secondo gli sviluppatori diventerebbe così più semplice magari chiedere aiuto in caso di episodi di bullismo, o denunciare situazioni opprimenti, senza la necessità di esporsi fisicamente.

HiByte, nasce come social generico ma trova naturalmente il suo spazio all’interno delle scuole visto l’amore dei più giovani per i social network.

«I ragazzi sono molto interessati – spiega un membro del team sulle pagine del Sole 24 Ore – soprattutto quando gli faccio l’esempio, oltre che del bullismo, del vocabolario di latino: se hanno il compito e lo hanno dimenticato a casa, quale modo migliore di chiedere alle altre classi che lanciare un messaggio su una app condivisa? Più facile che fare il giro delle classi, per esempio». I ragazzi sono svegli e «vedono anche il limite che è quello della scarsa diffusione, per ora, della app che è giovane ed è stata appena lanciata: la nostra sfida, quest’anno, è quella di raggiungere la massa critica adeguata».

 

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