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E’ bastato un sit-in dei ragazzi di Pro Test Italia, davanti agli studi dove si registra il popolare programma Le Iene, per far tornare alla ribalta una polemica esplosiva: quanto il seguitissimo programma di Italia 1 sia veritiero.

Quanto è professionale, per un programma che in passato ha denunciato diversi casi vergognosi nel nostro Paese, diffondere notizie poco chiare, se non false? Più volte, negli studi televisivi di Italia 1, si è parlato del controverso caso Stamina e dell’uomo che ha inventato questa (a suo dire) miracolosa tecnica, Davide Vannoni; e non solo, arrivando anche a trattare un tema delicato come quello dei tumori. Il tutto senza avere alcuna competenza scientifica, proponendo ai telespettatori le storie di sofferenza di malati veri, il cui unico desiderio è la guarigione.

E’ innegabile, molte volte il programma ha fatto centro, ad esempio mettendo in ridicolo i parlamentari italiani ponendo loro domande di vario genere per testarne la cultura. Proprio mostrando questa imbarazzante verità, le iene si sono guadagnate la fiducia del pubblico, sentendosi così legittimate a toccare i pensieri profondi degli spettatori, propinando uno spettacolo di dubbio gusto basato sulla disinformazione.

Disinformazione condita da professionalità (bisogna sempre essere seri) e un pizzico di ironia, perché il buon umore è contagioso: l’importante è far parlare di sé, facendosi passare per grandi giornalisti. Ma chi è veramente informato non ci sta: tante le proteste e le prese di posizione, da parte di chi non vuole essere demonizzato solo perché ha svolto il suo lavoro.

Il pubblico ha una grande arma a propria disposizione: il telecomando. Basterebbe un click per cambiare canale o, ancora meglio, spegnere il televisore e guardarsi intorno, cercando la vera informazione. Si comincia da se stessi e poi si passa al mondo, difendendo la verità che i programmi televisivi non hanno il coraggio di mostrare perché non porta abbastanza audience.

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