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Fabio Fazio

La decisione di anticipare la chiusura del format di Fabio Fazio ha scatenato un putiferio in Rai, tanto da portare a richieste di chiarimenti e spiegazioni.

La chiusura in anticipo della trasmissione, sembra infatti legata a dinamiche politiche che non sono piaciute ad alcuni responsabili Rai.

Si è parlato di par condicio e campagna elettorale, ma non sono bastate le spiegazioni a calmare una polemica che potrebbe crescere nei prossimi giorni.

L’azienda appare nel caos, e capace di far saltare i suoi stessi spot programmati per la trasmissione: “Far saltare dalla sera alla mattina una trasmissione solida per ascolti, format e conduzione un po’ ci spiazza”, commenta Vicky Gitto, presidente dell’Adci, azienda legata al comparto pubblicitario Rai.

“Il concetto che gira tra i nostri corridoi è: se si cancella Fazio e con lui gli spot già pianificati, cosa potrebbe accadere domani con format meno solidi o sperimentali?”.

Rai appare quindi fragile, caotica e incapace di offrire qualcosa di solido e sicuro agli investitori.

Un martellata sui piedi quella che si è data la tv italiana con una mossa che ha fatto discutere.

“Non mi occupo di palinsesti”, commenta Salvini, “per me Fazio può andare in onda 365 giorni l’anno, più fa propaganda alla sinistra più ci porta voti”.

Zingaretti parla invece di “censura”.

Arriva però dallo stesso sindacato Rai la richiesta di spiegare la situazione e verificare se è in atto un qualche tipo di censura: “Chi ha eseguito l’ordine di Salvini e Foa di far fuori Fazio? Se è vero che l’ad non sapeva nulla è evidente che ci sono ormai due aziende: una che risponde agli organigrammi ufficiali e un’altra parallela che agisce in base a ordini arrivati dall’esterno”. Una “scelta isolata della direttrice di Rai1 che si presta a strumentalizzazioni e trasforma Fazio in un martire” commenta invece Giampaolo Rossi di FDI.

Una situazione piuttosto scottante che è destinata ad alzare altri polveroni.

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