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Foto: Vittorio Storaro

Accompagnato dai suoi angeli biondi, le attrici Kristen Stewart e Blake Lively, Woody Allen ha già ricevuto un’accoglienza calorosa sfilando due sere fa sulla passerella della Croisette, il lungomare della splendida Cannes. E ieri sera il suo film fuori concorso Cafè Society ha avuto il grande onore di aprire la rassegna cinematografica che si concluderà il prossimo 22 maggio.

Cafè Society per Allen è una sorta di ritorno al passato. Il film racconta la storia di Bobby (Jesse Eisenberg) giovane di famiglia ebrea che si trasferisce a Hollywood negli anni Trenta con la speranza di lavorare nell’industria del cinema. Si ritroverà trascinato nella “café society” (il termine precedente a quello di “Jet Set” coniato negli anni Cinquanta) che definiva lo spirito dell’epoca, e si innamorerà perdutamente della donna sbagliata (Kristen Stewart).

La Presse
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Il film – che ricompone per la terza volta l’accoppiata Eisenberg/Stewart, dopo Adventureland e American Ultra – conta nel cast anche Steve Carell, Blake Lively, Parker Posey, Corey Stoll e Ken Stott. Si tratta della quarantanovesima pellicola di Woody Allen, che ancora una volta porta in scena una storia d’amore, trovando nel passato quella nota di malinconia che rende il racconto molto personale. “Io provo sempre ad essere romantico, certo questa volta c’è di più, un fascino particolare perché le epoche passate sono romantiche, New York è una città romantica, la Hollywood degli anni ’30 lo è, le storie d’amore complicate lo sono terribilmente e poi quei protagonisti tra Clark Gable e Cary Grant, amo il cinema di quegli anni, è quello che mi ha influenzato”, ha detto Woody Allen del suo film.

“La vita è una commedia scritta da un autore sadico” è la frase chiave della pellicola e il regista la ribadisce raccontando come quello che mette in scena per quanto complesso e ambientato in altre epoche “è una riflessione molto triste che ad un certo punto ti viene di fare quando vedi la tua esistenza sotto un’altra prospettiva. Non è una frase tanto per dire è una constatazione realistica“.

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