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L’occidente è sotto attacco“. Tante parole si sono sprecate in questi giorni, parole che invitano alla moderazione, parole d’odio, parole di paura e sopraffazione. In questo fiume di parole in piena, molti hanno preferito fare un passo indietro e riportare a galla quelle di una giornalista che a suo tempo aveva vergato un mare di inchiostro scrivendo di Islam, multiculturalismo, cultura occidentale, integrazione.

Oriana Fallaci ha usato parole disilluse, amare, parole che però non possiamo negare avessero una loro ratio, esponevano un pensiero duro ma sensato, che ha suscitato il fastidio di molti e che non le ha fatto mancare dure critiche.

La diagnosi di Oriana Fallaci oggi suona molto più che evocativa e acquisisce i colori della profezia. Basti pensare alla previsione geograficamente circostanziata, perfettamente connessa all’orrore che ha colpito la Francia: “Parigi è persa, qui l’odio per gli infedeli è sovrano e gli imam vogliono sovvertire le leggi laiche in favore della sharia“.

Ed ecco che larga parte della stampa nazionale si è sentita in dovere di scusarsi con la giornalista, ecco che chiunque sui social ha sentito l’esigenza di citarle quelle parole, dopo anni di marginalizzazione tutti si sono sentiti in dovere di risarcirla, di scusarsi con lei per averla sempre tacciata di estremismo.

Tutti hanno voluto affermare il valore della sua profezia sull’Islam e sull’Occidente, e anche i tributi in ironia e parodia non si sono fatti attendere. Ecco infatti qualche esempio di “risarcimento” postumo da parte della pagina Facebook “Le profezie di Oriana“.

In giorni bui come questi serve lasciare spazio alla sdrammatizzazione, scusaci Oriana.

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