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Si è conclusa prematuramente ma è stata comunque un’esperienza bella“.
Sono queste le parole che ha rilasciato il concorrente Daniele Blaquier ai microfoni di Blogdicultura.

Un’esperienza già familiare dal momento che solo quattro anni fa partecipava ad Amici. “Quella è stata però un’esperienza che mi ha fracassato l’orgoglio perché non avevo cantato quello che volevo“- continua – mi era stato affidato un brano che mi stava stretto. In quell’anno c’era un format diverso: aspiranti e titolari. E gli aspiranti facevano un esame per diventare titolari. Durante l’esame ti facevano cantare 3 o 4 canzoni che sceglieva la commissione esterna, mi era stato dato De Gregori, il classico della musica italiano quando io sono completamente l’opposto“.

Una rivincita però, se così la si può definire, Daniele l’ha ottenuta partecipando a The Voice of Italy. ” Anche se alla Blind Audition mi hanno imposto loro la canzone, alla Battle mi è stata data la canzone che avevo richiesto io, e per me questa è stata una piccola conquista“.

È stato un po’ come trovarsi a casa per il giovane Daniele, che da subito ha trovato un’ambiente familiare oltre che accogliente, a cominciare dalla coach Noemi. “Come emozione dall’interno è stata stupenda, siamo stati trattati benissimo, ci siamo divertiti tanto anche perché la mia coach era quasi sempre presente, quindi stavi proprio a contatto con lei“.

Quello dell’aspirante talentuoso è stato un percorso abbastanza travagliato, fatto di porte chiuse in faccia e di altre lasciate semiaperte. Ne è consapevole, e proprio per questo non ha mai mollato il suo piccolo grande sogno.

Ci racconta che iniziò ufficialmente nel 98 quando aveva solo nove anni, in un programma di Canale 5, Canzoni sotto l’albero dove ha cantato “Ancora” di De Crescenzo. “Da piccolino cantavo tutt’altro perché a casa si ascoltava Ranieri, AlBano, Baglioni, il repertorio classico italiano. Poi l’attuale marito di mia sorella mi portò un cd dove c’era il meglio di Stevie Wonder e da là sono impazzito e ho cambiato completamente genere musicale. Poi è arrivato il periodo di Alex Baroni. Tramite lui, che era l’unico italiano che si avvicinava di più a quel genere là, ho iniziato a cantare in questo modo“.

Subito dopo la trasmissione ho iniziato a studiare canto. Questo sempre grazie a mia sorella perché anche lei canta; lei ha iniziato a studiare e io l’accompagnavo poi ho visto che mi piaceva e ho iniziato a studiare con lei“.

Poi, nel 2001, arrivò l’occasione di partecipare a Bravo Bravissimo, il programma condotto da Mike Bongiorno, in cui Daniele aveva quasi vinto. Dice: “Sono arrivato secondo di un soffio dietro a dei contorsionisti russi, la soddisfazione è che sono stato il primo cantante, e là cantavo ‘Perdere l’amore’“.

Una bellissima parentesi, dunque, che inoltre gli ha permesso di conoscere il maestro Vessicchio , sua guida musicale fino all’anno di Amici.
Infine The Voice.

E adesso cosa aspettarsi dal futuro? Daniele non lo sa ancora ma quel che è certo, è che continuerà a percorrere la strada dei suoi sogni, con la speranza, magari, che un giorno possa esaudire il suo desiderio. E se nella peggiore delle ipotesi ciò non dovesse accadere, esiste sempre un piano B secondo il Blaquier: “da grande anche a suonare con la chitarra sotto i ponti“.

Intanto, l’ottimismo gioca a suo favore; che il prossimo step possa regalargli un’altra occasione a Sanremo? “Potrei ripensarci, sarebbe un sogno“.

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