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J.K.Rowling

“Il mondo dei maghi che pensavate di conoscere è molto più grande di quanto credevate di sapere”. Con queste parole inizia il trailer che lancia i 4 nuovi racconti di J.K. Rowling intitolati “History of Magic in North America” e pubblicati tra l’8 e l’11 marzo su Pottermore, il sito gratuito da lei stessa ideato – in collaborazione con Sony – per ricompensare i fan di Harry Potter con contenuti inediti relativi al mondo della magia.

Il primo dei quattro racconti di J.K.Rowling è ambientato nel periodo a cavallo fra XIV e XVII secolo: vengono svelate le origini della comunità magica in Nord America, e la storia dei leggendari “Skinwalker”, i maghi delle comunità native americane. Nella seconda delle quattro storie viene narrato il processo alle streghe di Salem, che portò all’arresto di centinaia di persone con l’accusa di stregoneria, e l’impiccagione di 19 di loro. Nella terza si parla della “legge Rappaport” in seguito alla quale ai maghi fu quasi impedito ogni rapporto con i non-maghi. Una legge che causò, nel mondo di Harry Potter, molte differenze tra gli Stati Uniti e il resto del mondo. Infine, l’ultimo racconto fa un salto in avanti di oltre un secolo e racconta “L’America magica degli anni Venti”, dove si parla soprattutto di Ilvermorny, il corrispettivo statunitense della scuola di Hogwarts.

Eppure, se da un lato i racconti sono stati accolti con entusiasmo dai milioni di fan della scrittrice, dall’altro hanno generato numerose polemiche, soprattutto il primo della serie. La comunità dei nativi americani, i Navajos, hanno accusato la scrittrice di essersi impadronita della “tradizione vivente di un popolo di emarginati ridicolizzando la loro religiosità”. L’attivista Adrienne Keene ha ripreso l’autrice J.K.Rowling su Twitter, affermando che quello descritto non è il suo mondo. “È il nostro mondo (reale) dei nativi. Le storie Skinwalker hanno un contesto, delle radici, e la realtà”. “Non si può pretendere di poter usare a proprio piacimento una tradizione vivente di un popolo. Questo è vero e proprio colonialismo”. Il profondo malcontento nei confronti della vicenda deriva dalla dura lotta di ogni giorno per “entrare nel mondo contemporaneo ed essere visti come esseri umani”, e per allontanarsi dagli stereotipi che li fanno sembrare “una comunità di sciamani o di guerrieri selvaggi e violenti”. Lo scrittore Navajo Brian Young ha scritto su Twitter che il nuovo racconto di Rowling gli ha “spezzato il cuore”: “J.K. Rowling, le mie convinzioni non sono fantasia. I miei antenati non sono sopravvissuti alla colonizzazione, e la nostra cultura non si può usare come ornamento di una favola”.

Il lancio di questi racconti serve (anche) a rilanciare l’ uscita dell’attesissimo film “Animali Fantastici e dove trovarli”, il primo capitolo della trilogia spin-off di Harry Potter, la cui uscita nelle sale americane è prevista per il prossimo novembre. Nel cast del film – diretto da David Yates, già regista delle ultime quattro pellicole dedicate al celebre maghetto – compaiono tanti nome di primissimo livello, a cominciare dal protagonista Eddie Redmayne, premio Oscar nel 2015, fino ad arrivare a Jon Voight e Colin Farrell. I nuovi quattro racconti, dunque, forniscono informazioni utili a contestualizzare meglio la storia del magizoologo Newt Scamandro (Eddie Redmayne) la cui avventura è ambientata nella New York degli anni Venti, argomento trattato nell’ultimo racconto di “Storia della Magia in Nord America”.

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