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falco briatore

Briatore parla del futuro per il figlio Falco, mandando un messaggio chiaramente anti universitario.

Il piano di studi del figlio infatti si interromperà con la scuola dell’obbligo, ed ecco che Flavio spiega:

“Falco sa che quando avrà 14 andrà in collegio in Svizzera a fare il liceo. Poi dopo il diploma verrà a lavorare con me”.

Sono questi i progetti per Nathan Falco, salvo decisioni alternative del figlio che potrebbe decidere di fare a modo suo.

Fatto sta che, già ad otto anni, Briatore ha deciso che l’erede miliardario non sarà formato da enti esterni alla famiglia.

Se volesse fare l’università? Non ne vedo la ragione: sarò io a formarlo“. Secondo Briatore infatti, il proprio percorso di vita non è legato agli studi, ma all’attitudine personale.

A me non serve un laureato, mi serve uno che porti avanti quello che ho costruito: se mi serve un commercialista o un avvocato lo chiamo e gli pago la parcella”, ha aggiunto Briatore – Falco sa che avrà una responsabilità anche lui. Io lo sto crescendo mostrandogli l’importanza di un buon team. Se lavori bene, vieni pagato molto bene, se non lo fai sei fuori. È meritocrazia e nulla di più“.

Un viasione estremamente industriale della formazione e della vita lavorativa.

C’è da dire però come, cultura e conoscenza possono tranquillamente essere perseguite in modo personale, al di fuori delle strutture universitarie, allo stesso tempo, con una eredità come quella della famiglia Briatore, il lavoro è assicurato.

Non c’è quindi bisogno di un professore che ce lo assegni, per leggere un libro, studiare una lingua antica o scoprire arte e storia.

Sembra un po’ questa (si spera) la visione di Briatore, speriamo solo che non consideri la cultura inutile, altrimenti le cose sarebbero ben differenti.

Senza cultura infatti nemmeno l’impero milionario dell’imprenditore italiano sarebbe possibile.

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